Cose' l'Ossigeno Terapia Iperbarica OTI o HBOT ?

L'Ossigeno Terapia Iperbarica (OTI) è una terapia non invasiva, incruenta, non locale, basata sulla respirazione di ossigeno puro al 100% a pressioni superiori a quella atmosferica attuata con l'utilizzo di camere iperbariche pressurizzate ad aria. Nata nel 1955 a Londra a seguito degli esperimenti clinici del Dr. Churchill-Davidson, in inglese è chiamata Hyperbaric Oxigen Therapy (HBOT).

In Italia sono noti da tempo i benefici apportati alle cellule dall'ossigenoterapia iperbarica in generale, si pensi ad esempio all'accelerazione della cicatrizzazione delle ferite cutanee o alle ustioni: utilizzando ossigeno puro sotto l'azione di una maggiore pressione, si stimola, si rinforza - ed in molti casi si accelera - la naturale capacità del corpo di guarire autonomamente da traumi, malattie, affezioni varie. In pratica respirando ossigeno puro sotto una certa pressione atmosferica (determinata mediante la camera iperbarica) l'organismo trova da sè lo stimolo per curare ed eventualmente risvegliare le cellule dormienti, che sono stimolate ad utilizzare l'ossigeno con maggior efficienza.

La terapia iperbarica è tuttavia ancora sotto-utilizzata rispetto alle proprie potenzialità, ed essendo oltretutto non invasiva, viene considerata dagli specialisti una nuova frontiera portarice di nuove opportunità nel campo della medicina: per tali ragioni è fondamentale incentivare la sperimentazione della terapia iperbarica anche su nuovi fronti.

Secondo l'esperienza del neurologo statunitense Dr. Neubauer, tramite la HBOT «è stata chiaramente provata la riattivazione e la facilitazione nella riabilitazione dei neuroni dormienti che ricevono abbastanza ossigeno per esistere ma non abbastanza per svolgere correttamente la loro funzione connettiva».

Negli USA

Negli USA c'è un gran fermento di interesse scientifico attorno all'utilizzo della OTI: basta digitare le parole "hyperbaric therapy" su un qualsiasi motore di ricerca internet, o sulle più fornite librerie on-line, e compariranno i titoli di centinaia di testi, articoli, pubblicazioni medico-scientifiche sull'argomento.
Gli specialisti oltreoceano studiano il concetto dell'ossigenoterapia iperbarica applicata ad un'ampio spettro di patologie: dal trattamento tradizionale delle ustioni o lesioni cutanee, fino alle conseguenze dell'ictus, l'infarto, alle lesioni cerebrali arrivando persino all'AIDS, al cancro, al diabete o alla otorinolaringoiatria. Stimolando le capacità di funzionamento delle nostre cellule, vengono incentivate le potenzialità autocurative del nostro organismo, e le possibilità di recupero cellulare crescono esponenzialmente: dunque il concetto potrebbe essere applicato ad ampio raggio, seppur previo un corretto supporto medico ed una preventiva sperimentazione dei reali benefici.

A Los Angeles, California, si tiene ogni anno un simposio internazionale sull'ossigeno terapia iperbarica (OTI): il congresso previsto per l'anno 2008 prevede un tributo speciale in memoria del neurologo
Dr. Richard Neubauer, recentemente scomparso. Il Dr. Neubauer è infatti annoverato tra i luminari della ricerca scientifica in campo OTI: viene addirittura considerato "il padre della ossigeno terapia applicata al cervello". Deceduto nel giugno 2007 all'età di 83 anni, lavorando fino a poche settimane prima del decesso, fu fondatore e direttore sanitario dell'Ocean Hyperbaric Neurologic Center, autore di numerosi testi in materia di terapia iperbarica come ad esempio la pubblicazione Hyperbaric Oxigen Therapy o Hyperbaric Oxygenation for Cerebral Palsy and the Brain Injured Child: A Promising Treatment.

L' Ocean Hyperbaric Neurologic Center (Florida), pratica la ossigeno terapia iperbarica sin dai primi Anni '70: secondo l'esperienza del centro si sono verificati e studiati notevoli effetti positivi sui pazienti trattati con la OTI a livello neurologico.
La clinica infatti pubblica sul proprio sito internet gli straordinari risultati ottenuti su alcuni pazienti in particolare: soggetti affetti da gravi lesioni cerebrali arrivati al centro in stato vegetativo o comatoso, a seguito del regolare svolgimento della terapia sotto stretto controllo medico, hanno conseguito il netto miglioramento delle funzioni vitali e cerebrali, ed in diversi casi i pazienti risultano essersi persino risvegliati dal coma, ritornando progressivamente ad una qualità di vita pressochè normale. Le evoluzioni risultano visibili non solo dai progressi del paziente ma anche dalle risonanze magnetiche che evidenziano un progressivo ripristino dei tessuti cerebrali
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Naturalmente non tutti i pazienti hanno conseguito livelli di totale guarigione, tuttavia i media statunitensi hanno manifestato molto interesse alle scoperte del Dr. Neubauer, tanto che oltre a The Discovery Channel ed altri illustri testate giornalistiche, come The Miami Herald, persino la britannica BBC ha intervistato il neurologo.
 

In ITALIA

In Italia, così pure come in Europa ed a livello internazionale, la terapia iperbarica è accreditata, riconosciuta e molto diffusa per un certo numero di patologie, infatti moltissime sono le strutture sanitarie dotate di camera iperbarica distribuite sul territorio nazionale, tuttavia purtroppo la terapia non viene ancora praticata su molti fronti - tra cui quello neurologico - sui quali invece numerosi specialisti oltreoceano ritengono possa dare notevoli benefici. 

Dunque l'ossigeno terapia iperbarica è una pratica medica riconosciuta e molto utilizzata in Italia per alcune specifiche patologie, e pertanto usata in ambito tradizionale, mentre gli USA risultano più specializzati nell'applicarla a livello sperimentale e in ambiti più all'avanguardia rispetto a quelli europei, in quanto molti medici statunitensi ritengono che l'utilizzo e l'applicazione dell' OTI sia ancora scarsamente diffuso rispetto alle reali potenzialità della terapia.

Pertanto attualmente l'ossigenoterapia iperbarica non viene prescritta in Italia per la specifica trattazione delle lesioni cerebrali: non perchè si ritenga che non funzioni, ma solo perchè la sanità italiana non ha ancora avuto modo di sperimentare autonomamente l'efficacia della terapia in specifico rapporto alle lesioni cerebrali.

A dire il vero in Italia il fenomeno dei soggetti sopravvissuti ad un trauma cranico, all'annegamento o ad altri eventi che vadano a creare una lesione del tessuto cerebrale, è in drammatica ed esponenziale crescita in questi ultimi anni, non solo per l'aumento dei sinistri stradali - prima causa del trauma cranico, ma anche perchè le tecniche di rianimazione hanno subito una recente evoluzione: la sanità italiana dunque ha acquisito una certa capacità di intervento nella fase acuta post-trauma cranico, tuttavia le strutture non sono preparate ad accogliere, trattare e riabilitare i pazienti che purtroppo rimangono in stato comatoso o vegetativo per il resto della loro vita.

I pochi centri italiani specializzati nel trattamento delle lesioni cerebrali, al momento beneficiano di terapie alquanto limitate ai fini del recupero, pratiche mediche che purtroppo molto spesso non portano a risultati significativi nel progresso riabilitativo: è necessario dunque che la ricerca e la sperimentazione proseguano per trovare rimedi ad un disagio crescente.