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I bambini ci donano sempre la gioia del sorriso A noi, invece solo in alcuni momenti ci viene richiesto di ridare la felicità di sorridere a un bambino di Carmine Papa "I bambini, sì i bimbi quelli che dopo aver coronato il sogno del matrimonio con la persona cui amiamo, fanno nascere in noi la gioia di averli e che con tanto amore mettiamo al mondo, sono il simbolo dell’ “anello” di unione del rapporto coniugale e di completezza della famiglia. Ma, con intenzione non cattiva e non per darvi una spiacevole notizia, devo comunicarvi una assoluta verità: “Che queste creature che alleviamo instancabilmente con tanto affetto e cura, in realtà non sono figli nostri, ma tutti del Signore. Infatti, ci vengono solo affidati da “CHI” per “Divino Amore” decide generosamente di esaudire l’umano desiderio di essere procreatori di “radici” umane. A volte capita, certamente non per un destino malvagio (perché ci sarà sicuramente una celeste giustificazione) che alcuni bambini nascono con qualche problema di salute, però sono sempre figli dello stesso “PADRE” che hanno bisogno degli “altri” che fortunatamente sono autonomi. Ora, noi genitori se proviamo serenità quando vediamo i nostri figli sorridere e camminare cioè: che stanno bene, mentre siamo preoccupati e addolorati quando li vediamo tristi e in sofferenza; allo stesso modo dobbiamo “sentirci” sensibili ai problemi di tutti i bambini, perché noi dobbiamo “essere” genitori di tutti i bimbi del mondo, come fa il Padre Celeste abbracciando tutti misericordiosamente. Mattia è uno di quei tanti bambini “deboli” che si trova innocentemente a combattere assieme ai suoi familiari una difficile “battaglia” contro un crudele nemico: una grave malattia, che gli impedisce di camminare e di… quindi non gli da quel benessere psico-fisico necessario per poter sorridere. Inoltre, a non migliorare la situazione c’è l’irresponsabilità della nostra “civile” società, che avvolta da un vortice d’egoismo e di indifferenza, presta più attenzione alle “cose” futili inculcate dai potenti mezzi dei mass media che ai “veri” problemi esistenziali. Pertanto molta gente per paura di perdere il benessere conquistato, cerca di “fuggire” dalla sofferenza e dal dolore ma si viene comunque e sempre “acchiappati” perché il “soffrire” è parte della nostra esistenza terrena e soprattutto è l’unica esperienza (anche se amara) che ci umanizza liberandoci dalla dura corazza delle frustrazioni. Viviamo in una società dove ogni giorno la cronaca ci turba con scandalose notizie sui bambini che sono “oggetto” di brutali violenze fisiche e psicologiche ma, che noi ci sentiamo giustificatamene in difficoltà perché possiamo fare ben poco per poter proteggerli e quindi aiutarli. Invece, ci sono tanti bimbi come Mattia a cui possiamo fare tantissimo con pochissimo, con un semplice gesto di solidarietà e renderci responsabili del loro benessere collaborando con una piccola donazione a favore del “COMITATO AIUTIAMO MATTIA” per permettere di sostenere le spese per una particolare cura cui deve essere sottoposto Mattia. Dunque, lo scopo di questa mia lettera “aperta” non vuole essere quella di “spingere” a partecipare a una abituale colletta in aiuto a una famiglia che è in difficoltà economiche, invece vuole essere una sorta di “EVANGELIZZAZIONE” alla solidarietà umana, cioè: cercare di dare una “scrollata” a chi soffre di “sordità” umano-sociale che lo rende poco sensibile nei confronti di “chi” che per non sua scelta è caduto nelle “sabbie” del patimento della vita per tante forme di malattie, economiche, sociali, ambientali o di lavoro. Quindi, consiglio a tutti “loro” di prestare più attenzione alle persone “deboli” non certamente per una loro incapacità ma dovuto alle condizioni o situazioni in cui sono state “spinte” da un destino crudele, chi sa se vuole essere poi una sorta di crudeltà, ma poi si vedrà. Certamente se si fa in modo che oltre alle problematiche di salute ed economiche non si sta un pò più vicino, anche solo moralmente a “chi” è in difficoltà creandogli così una rete spinata di isolamento sociale e affettivo, vi posso assicurare che per questo modo di “agire” amplificherete crudelmente ancora di più le loro pene." P.S. - L’autore di questa lettera “aperta” di solidarietà per Mattia è un artista napoletano d’arte contemporanea che da alcuni anni appartiene (anche lui purtroppo) all’isola della sofferenza, in quanto è affetto da una grave malattia degenerativa “PARKINSON”. Ma, nonostante le sue difficile condizioni di salute che gli stanno lentamente facendo perdere l’uso delle mani, che sono indispensabili per il suo arte-fare, spinto dunque sia dalla sua sensibilità artistica che dal suo attento “sentire” la sofferenza umana acquisito direttamente sulla propria “pelle”; spontaneamente ha “pensato” di dedicarsi alla realizzazione di un’opera non visiva ma di libera “scrittura” ancora più “significativa” di quelle materiche che “crea”, cioè: una pubblica lettera di solidarietà titolata ”I bambini ci donano sempre la gioia del sorriso” con la speranza che possa essere un “mezzo” comunicativo di umanizzazione per le persone e farle stare più “vicino” ai fratelli in sofferenza. Inoltre, l’artista si interessa da sempre di solidarietà, dedicandosi soprattutto al settore dei più “deboli” effettuando iniziative come questa di Mattia:
“DISABILE x
DISABILE”. Carmine Papa |